Questo post è un prezioso ed interessante contributo di Coco, amica di PI0, che ha molto a cuore la questione dell’inquinamento prodotto dai grandi mezzi di trasporto: per questo motivo ha espresso il desiderio di condividere con noi quanto segue, traendo spunto dall’articolo che potrete trovare a questo link.
Gli aerei, infatti, sono i mezzi di trasporto più inquinanti al giorno d’oggi e, di conseguenza, le persone responsabili pian piano si stanno attivando per viaggiare – ove possibile – in modalità più sostenibili.

Il movimento FLYGSKAM & FLYGSFRITT

Il tutto parte, ancora una volta, dalla Svezia dove si stanno formando nuovi movimenti e campagne come per esempio “Flygskam” (letteralmente tradotto: vergogna di volare) – o”Flygfritt 2020 ” (aria libera). Quest’ultima usando come simbolo della campagna il pinguino – uccello che 50 milioni anni fa smise di volare – si è imposto di convincere 100.000 svedesi a rinunciare per tutto il 2020 agli aerei.

Anche Evelina Utterdahl, blogger svedese, oggi preferisce passare perfino un giorno intero su un autobus o sul treno piuttosto che volare per un’ora. Da tanto tempo Evelina sta adoperando uno stile di vita sostenibile: evita il consumo inutile, è vegana, protegge l’ambiente, combatte la plastica … e ha visitato 75 paesi in 5 anni, prima di rendersi conto della poca coerenza nelle sue scelte di vita. Oggi cerca di ispirare una nuova generazione di turisti e dimostrare che i viaggi emozionanti sono possibili anche senza un aereo.

Il mezzo di trasporto più inquinante per l’ambiente

Facciamo un esempio: con un volo per la Thailandia, andata e ritorno, ogni passeggero consuma quasi lo stesso ammontare di C02 che normalmente causerebbe in sei mesi.

L’aereo, rispetto ad altri mezzi di trasporto, ottiene i risultati peggiori secondo i calcoli del Ministero per l’ambiente tedesco: percorrendo un chilometro rilascia 201 grammi di gas ad effetto serra per passeggero; la macchina 139 grammi per passeggero. La ferrovia è la più ecologica, con solo 36 grammi a persona su viaggi di lunga percorrenza. Emissioni elevate sono rilevate anche sulle navi da crociera: senza filtro, inquina come 5 milioni di autovetture.

VIP’S: accordi e disaccordi

Alcuni svedesi prominenti dimostrano come può funzionare astenersi all’uso dell’aereo: l’attivista per il clima, Greta Thunberg, viaggia esclusivamente in treno. Altrettanto Björn Ferry, campione olimpico di biathlon e commentatore sportivo.

Naturalmente non tutti gli Svedesi sono d’accordo: vivendo sul bordo settentrionale dell’Europa, non volare è certamente una sfida.
“Non vogliamo smettere di viaggiare, perché lo scambio con altre persone e culture nel mondo è anche molto importante “, dice Karin Thorwalsson, che vuole proteggere il clima, senza rinunciare del tutto all’aereo.

Soluzioni intermedie

Esistono delle valide strade alternative per sopperire al massiccio inquinamento prodotto dai voli aerei?
La risposta è SI: eccone di seguito alcune.

Una prima opzione sarebbe pagare un “compenso”. 
Una buona pratica è messa in atto da “Atmosfair” che, ad ogni volo aereo, chiede di donare a favore di progetti di protezione del clima in tutto il mondo un corrispettivo alla COprodotta.
Un volo dalla Germania a Sydney in Australia, per esempio, provoca 11 tonnellate di emissioni CO2 per passeggero il compenso dovuto ammonterebbe in questo caso a 260€. Questa somma è volta a bilanciare i danni causati da un utilizzo a volte indispensabile dell’aereo.

Una seconda alternativa é il turismo sostenibile: fare del proprio meglio nel luogo d’interesse, prestare attenzione all’ambiente, evitare mete prese d’assalto da troppe persone, praticare un turismo delicato e basato sulla comunità dal quale può beneficiare anche la popolazione locale.D

Un recente studio dell’Università di tecnologia di Chemnitz ha dimostrato un’ulteriore strada percorribile. Gli scienziati hanno esaminato le 140 rotte più volate della rete aerea europea.
Il risultato è sorprendente: con lo stesso numero di passeggeri, il numero di voli potrebbe essere ridotto di due terzi – da 2.040 voli al giorno a 738.
Questo potrebbe avvenire nel momento in cui i permessi di decollo ed atterraggio venissero assegnati a una (o poche) compagnie aeree che probabilmente utilizzerebbero degli aerei più grandi e sembrerebbe, forse, la strada più verosimilmente praticabile.

Tuttavia per Maja Rosén, iniziatrice di “flygfritt 2020” la riduzione dei voli non è una soluzione in quanto la nostra non è più soltanto una crisi bensì un’emergenza climatica.

Ispirandosi ai racconti della blogger Evelina Utterdahl, i viaggi in treno possono essere non soltanto di estrema bellezza in quanto si possono ammirare dal finestrino le tante cose, case, città paesi e paesaggi ma anche divertirsi:  “Voglio essere un esempio di come si può viaggiare, scoprire e avere una vita emozionante senza compromettere il clima e il benessere di altre persone “

Esplorare paesi, scoprire mete da sogno e fare qualcosa per l’ambiente: viaggiare con una coscienza pulita non è sempre facile. Ma è possibile.

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