La drammatica situazione di inquinamento che vive il pianeta, e con esso tutti i suoi abitanti non è un segreto: si, è necessario fare pressioni affinché le politiche ambientali cambino in maniera più ecosostenibile e puntare su sistemi di economia circolare. Nel frattempo è importante che ogni individuo assuma consapevolezza nei confronti di questa situazione e si attivi, nel proprio piccolo, per modificare le proprie abitudini in maniera ecosostenibile.
Nella mia ricerca di modi sempre nuovi ed efficaci per combattere gli sprechi, per motivi etici oltre che ambientali, mi imbatto in personaggi che reputo fonte di ispirazione e la cui storia, pertanto, mi sento di condividere.

Elena Tioli, la ragazza che dal 2015 vive senza entrare in un supermercato

La persona di cui parlerò oggi si chiama Elena Tioli, classe 1982, e vive a Roma. Ha iniziato nel 2014 il suo blog personale, “Vivi come mangi“, spinta dalla sinergia di una serie di circostanze personali – come racconta lei stessa. Da lì, il suo percorso ha iniziato ad arricchirsi di incontri per cui Elena ha deciso di mettersi in discussione ribaltando radicalmente lo stile di vita condotto fino a quel momento.

Si autodefinisce ironicamente una “ex consumista perfetta, dall’acquisto facile e impulsivo, esperta del superfluo. Ex fumatrice incallita, ex insoddisfatta cronica, ipercritica e schiava dell’aspetto esteriore. Ex dipendente a tempo indeterminato” – “Mi ritrovo ambientalista per favorevole congiuntura. Precaria, determinatissima. Felice”.

La scelta radicale di cambio di vita è avvenuta nel gennaio 2015 quando Elena ha deciso di non mettere più piede nei supermercati.

Il supermercato, simbolo per eccellenza della grande distribuzione, è quel luogo in cui si entra per un rapido acquisto e se ne esce avendo speso 50€ in beni di cui non sapevamo di aver bisogno (forse perché non ne avevamo?) ma che sono lì ad osservarci dagli scaffali, elegantemente vestiti di offerte e promozioni. Come lasciarseli scappare? Sono luoghi crea-consumatori e noi inconsapevoli ne usciamo rimettendoci sia economicamente che in salute. La grande distribuzione, infatti, è noto che prediliga decisamente la quantità alla qualità: non dimentichiamoci mai che noi siamo quello che mangiamo.

Sul suo blog (www.vivicomemangi.it) Elena condivide come non solo sia assolutamente possibile vivere senza supermercato, ma anche facile e divertente.

Sul sito www.viveresenzasupermercato.it è possibile trovare suggerimenti per un approccio responsabile ai consumi, diventando consapevoli di cosa acquistiamo, da dove viene e quali sono gli impatti ambientali, sociali e sulla salute delle nostre scelte di consumatori.
Tutto quanto riportato sul sito nasce da esperienze dirette di persone che si sono poste l’obbiettivo di costruire relazioni diverse tra produttori e consumatori. Mi ha colpito molto la seguente affermazione: “quando mettiamo mano al portafoglio, quando decidiamo a chi dare i nostri soldi, quando scegliamo come e cosa comprare, cosa mangiare, chi incentivare e chi no, stiamo decidendo in che mondo vogliamo vivere e chi vogliamo essere” e non posso che condividerla.

Oltre al suo blog, Elena ha scritto un libro intitolato appunto “Vivere senza supermercato” in cui condivide la sua esperienza, dal perché della scelta a come è cambiata la sua vita. Una lettura perfetta per chi avesse intenzione di approcciarsi ad uno stile di vita basato su consumi più consapevoli.

L’importanza di diventare consumatori consapevoli

Nel mio piccolo cerco già da tempo di evitare acquisti presso la grande distribuzione (seppur mio malgrado non riesca sempre nell’intento): l’obbiettivo di questo articolo non è quello di convertire tutti ad abbandonare il supermercato dall’oggi al domani, bensì sollevare consapevolezza nel lettore riguardo ai propri consumi ed alle proprie scelte, ricordando che esistono sempre alternative, ottime per la salute, per l’ambiente e per il portafogli.

Ad esempio: prediligendo prodotti a km zero e stagionali si risparmia, si incentivano i produttori locali – i cui prodotti, a mio avviso, sono di qualità decisamente superiore rispetto a quelli della grande distribuzione, sia da un punto di vista di sapore che di apporto nutrizionale. In questo modo è più facile eliminare un sacco di acquisti (e quindi di spese) superflui: i saponi per l’igiene personale e la pulizia della casa si possono acquistare specificatamente in posti che li offrono con la soluzione vuoto a rendere, per evitare nel proprio piccolo l’inquinamento da plastica. Così come i cereali e i legumi, acquistati rigorosamente sfusi. Personalmente, inoltre, non acquisto più da diversi mesi prodotti usa e getta, bensì mi avvalgo di quanto già posseggo in materiali lavabili e duraturi (come vetro o terracotta). E talvolta, autoproduco in casa detersivi e saponi, in maniera veloce e divertente.

Non ho mai avuto la presunzione di rivoluzionare le mie abitudini da un giorno con l’altro, sarebbe impensabile oltreché sciocco e inutile.
La regola che ho assunto è stata quella di smettere di acquistare tutto ciò di cui non avessi bisogno. Dopodiché, ogni qual volta un prodotto (alimentare o per la pulizia o di qualsiasi sorta) sta per terminare, mi informo su come sopperire in maniera alternativa alla grande distribuzione. E, un passo alla volta, vedo che la quantità di rifiuti domestici diminuisce (soprattutto il secco), che le finanze non vengono sperperate e – soprattutto – che la salute migliora con prodotti di qualità, non strabordanti di additivi o conservanti chimici e nocivi che aggrediscono in maniera malsana il nostro organismo.

Si tratta di piccole accortezze da adottare un giorno alla volta, nella profonda consapevolezza che ognuno di noi faccia davvero, ogni giorno, la differenza.

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