L’altro giorno mi sono imbattuta in un articolo di Lifegate (che potete leggere a questo link), che seguo assiduamente e apprezzo molto, il quale ha riportato una notizia dalla quale però ho ritenuto di dissentire in maniera molto forte: in questo articolo del 27 febbraio 2019 di Andrea Barolini, si  racconta di una giornalista della redazione francese di Novethic la quale ha deciso di vivere una settimana senza acquistare alcun prodotto di plastica. Ha definito l’impresa quasi impossibile dichiarando che “vivere senza plastica è ancora solo un sogno”. Mi dispiace ma non credo che sia così: mi ritengo una persona mediamente pigra, eppure riesco a vivere senza plastica da tempo.

Per questo motivo ho deciso di condividere una mia intera settimana, giorno per giorno, in cui racconto come sopperisco ad ogni prodotto con alternative del tutto ecosostenibili.

Per fare un esempio: la giornalista racconta che il primo giorno di questo esperimento, in pausa pranzo si è recata in un ristorante indiano e si è ritrovata con le mani piene di scatolette di plastica. Per forza!! Nessuno dice che sia un’impresa semplice vivere senza plastica, ci vuole un minimo di impegno, come tutto nella vita. Avrebbe potuto prendere un piatto di pasta in un ristorante, un’insalata o portare qualcosa da casa. Ma questo è solo un esempio: è naturale che nel momento in cui si decide di cambiare le proprie abitudini ci si metta in gioco. Quello che voglio dimostrare condividendo questi sette giorni senza plastica è che non solo è fattibile per una persona mediamente pigra, quale ritengo di essere io stessa. Ma che non è neanche così difficile come si possa immaginare.Ecco qui il primo giorno: SABATO 02 MARZO 2019.

Le regole in base alle quali vivo sono semplici

RIDURRE ovvero evitare di acquistare compulsivamente beni di cui non ho necessità e sapere riconoscere quali sono i bisogni irreali creati dall’industria per proprio profitto: diventare un consumatore consapevole

RIUSARE: ho sentito persone dichiarare “ho deciso di diventare ecosostenibile quindi ho buttato tutto e l’ho sostituito con materiali ecosostenibili. APPROCCIO SBAGLIATISSIMO: essere ecosostenibili vuol dire utilizzare ciò che si possiede fino alla fine, senza sostituirlo per puro diletto, e liberarsene solo quando il bene non è più utile a sopperire il proprio scopo

RICICLARE l’importanza fondamentale di differenziare i rifiuti

Cercare alternative valide ogni volta che termino un prodotto che generalmente si acquista in confezioni di plastica.

Primo giorno: sabato 02 marzo 2019

Ore 8.00 sveglia: come prima cosa mi sono lavata i denti con il mio spazzolino di bamboo (che non ha niente da invidiare a uno di plastica) e che una volta terminato verrà gettato nell’organico. I prezzi sono accessibilissimi, non faccio pubblicità: potete verificare voi stessi online. Acquisto il dentifricio presso il NEGOZIO LEGGERO (negozio senza packaging) in vetro con dispenser e con la soluzione vuoto a rendere: quando il prodotto termina, lo riporto in negozio e mi viene detratto il costo della confezione dal nuovo acquisto. Ho adottato questa abitudine da mesi e mi trovo benissimo.

Doccia: per lo shampoo uso una soluzione al NEGOZIO LEGGERO identica a quella del dentifricio con vuoto a rendere ( e con prodotti di qualità ottima). In alternativa suggerisco uno shampoo solido – uso quello di LUSH, ma esistono ormai molti brand che li producono: uno shampoo solido costa di più di uno al mercato: 9€, ma dura tre mesi (3€ al mese). E si acquista senza confezione di plastica. Stesso discorso per il bagnoschiuma.

Per il corpo uso olio di cocco (sempre acquistato con soluzione “vuoto a rendere” al NEGOZIO LEGGERO) e per il viso autoproduco una crema a base di olio EVO e cera d’api vergine acquistata a pochissimi euro da un apicultuore: la preparo in 10 minuti e mi dura mesi. Potete trovare ricette per le creme OVUNQUE online: la mia crema è 100% naturale, senza sostanze chimiche tossiche per l’organismo.
Pulisco le orecchie con dei cottonfioc dibamboo: una scatola da 100 pezzi costa 3,00 €.
Anche il deodorante lo acquisto presso il NEGOZIO LEGGERO, in vetro, con la soluzione vuoto a rendere. In alternativa esistono diversi deodoranti solidi acquistabili in maniera sfusa. E’ facilissimo, basta cercare. E vi assicuro che nell’epoca di oggi in cui ognuno di noi è in possesso di uno smartphone con connessione internet, trovare soluzioni alternative alla plastica è di una facilità indescrivibile.

Ogni mattina sono pronta e lavata con una spesa minima e del tutto ecosostenibile.

Ore 10.00, la spesa: Essendo sabato mi sono recata al mercato agricolo più vicino a casa (quello dei Navigli a Milano, ogni sabato dalle 7.30 alle 14.00) dove ho acquistato frutta,verdura e formaggi sfusi di ottima qualità a prezzi assolutamente accessibili a chiunque. Tornata a casa ho preparato il pranzo: riso (acquistato sfuso) con verdure.

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Nel frattempo ho dedicato mezz’ora a far bollire e frullare i 4kg di pomodori e preparare 4 litri di passata, sottovuoto, che conservo nei miei barattoli che riutilizzo da mesi, senza acquistare ogni volta il sugo al supermercato che oltre a produrre un sacco di rifiuti di vetro è pieno di additivi e agenti chimici nocivi per la salute.

Generalmente preferisco pagare la spesa con la carta, quando al mercato non è possibile e sono costretta a prelevare, sto sempre attenta a non richiedere la ricevuta al bancomat. E’ un inutile spreco di carta e, nell’era di internet, se devo controllare quanto ho prelevato basta che apro il mio account della banca. Sono piccoli accorgimenti, che se venissero però utilizzati da tutti, farebbero davvero la differenza.

H. 16.00 il pomeriggio di shopping: Essendo sabato e quindi libera da lavoro, sono andata con due amiche a fare shopping in un: acquistare vestiti dalla grande distribuzione non è altro che, secondo me, un ciclo continuativo di produzione di rifiuti sul mercato. Con 5€ mi sono portata a casa una bellissima camicetta 100% seta. Qualità e risparmio, sicuramente meglio che spendere 40 € per una camicia in poliestere in una catena di qualche negozio di abbigliamento.

Tornata a casa la sera ho cucinato una zuppa con parte della verdura acquistata stamattina al mercato e finalmente potrò riposare davanti a un bel film.

TOTALE DI RIFIUTI PRODOTTI OGGI: lo scontrino della camicia e lo scontrino della verdura al mercato (gettati nella spazzatura differenziata della carta che fortunatamente si ricicla facilmente).

TOTALE DI RIFIUTI PLASTICI PRODOTTI OGGI: ZERO

Questo è il giorno uno. Sicuramente incontrerò dei limiti e delle difficoltà che condividerò in questo esperimento di una settimana. Per oggi posso ritenermi soddisfatta nel non aver prodotto alcun rifiuto plastico. Non è così difficile come si potrebbe pensare diventare consumatori consapevoli e ricordiamoci che ognuno di noi fa la differenza.

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