Sono sempre di più i giovani che scelgono di orientare la propria professione nell’ambito della sostenibilità, recentemente su questo blog Chiara Grasso, etologa e fondatrice dell’associazione di Eticoscienza, ci ha parlato di turismo sostenibile in relazione al rapporto del turista con la fauna selvatica. Oggi Teresa Agovino, ingegnere ambientale che si occupa da anni di turismo sostenibile, in questa intervista ci parla di turismo sostenibile a 360 gradi, racconta il suo percorso e fornisce alcuni strumenti per iniziare ad essere sempre più responsabili durante i nostri viaggi.

Artigiana della sostenibilità

Artigiana della sostenibilità, ecco come si definisce Teresa Agovino. Non tanto perché il titolo di ingegnere ambientale e consulente di turismo sostenibile non siano sufficienti a definirla ma perché l’immagine dell’artigiana della sostenibilità probabilmente sintetizza al meglio ciò di cui si occupa.

“Porto la sostenibilità ovunque possibile – racconta Teresa – Parto da un bisogno di una comunità locale, spesso a Sud del mondo, e costruisco un progetto sostenibile su misura per la popolazione ed il territorio. Amo la cooperazione come strumento di supporto ai popoli e la cosa più probabile che possa accadere è trovarmi seduta a terra in un villaggio di qualche Paese in via di Sviluppo ad ascoltare le esigenze delle comunità locali e progettare insieme a loro. Progetti di potabilizzazione delle acque, gestione dei rifiuti ed efficientamento energetico delle strutture. Coopero sul campo come ingegnere ambientale e consulente di sostenibilità. “

Tuttavia un posto speciale nel cuore di Teresa è occupato dal turismo sostenibile: Teresa supporta tour operator locali, strutture turistiche ed enti del turismo a ridurre l’impatto che i loro prodotti turistici generano sull’ambiente e le popolazioni locali. Tramite formazione e di consulenza, Teresa aiuta le diverse realtà e i viaggiatori a rendere il turismo un’industria etica e meno impattante.

Teresa è la prima auditor italiana per enti di certificazione internazionali, occupandosi di ispezionare e rilasciare certificati di sostenibilità turistica a nome di organismi di certificazione riconosciuti a livello internazionale dalle Nazioni Unite attraverso l’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO).

Cosa significa turismo sostenibile

Il turismo sostenibile, spiega Teresa, è un turismo rispettoso, “in punta di piedi”. Un turismo che tiene conto del fatto che, ogni qual volta raggiungiamo un luogo, siamo sempre ospiti a casa di qualcuno altro. E’ un turismo che opera in maniera etica e rispettosa nei confronti dell’ambiente, delle popolazioni e degli animali, ponendo in essere delle scelte sostenibili.

Scegliere di supportare le strutture locali, gli operatori del posto, le attività che non maltrattano gli animali, i tour operator che reinvestono in progetti di sviluppo locale, le agenzie che operano in modo etico nei confronti dell’ambiente.

Scegliere di comprare souvenir locali, di non toccare le stelle marine o portar via la sabbia, di mangiare cibo local e di non usare plastica. Scegliere di visitare una località fuori stagione, di rispettare le tradizioni delle popolazioni e di optare per realtà piccole ed etiche. Ecco, tutto questo è turismo sostenibile.

Viaggiamo in modo sostenibile ogni volta che facciamo sì che i soldi spesi in viaggio alimentano e supportano l’economia del Paese visitato rendendo equo lo scambio con chi ci riceve. Il turismo sostenibile non è un altro tipo di viaggio. E’ lo stesso viaggio a cui siamo abituati ma ripensato in una chiave rispettosa per le persone, gli animali e il Pianeta. 

I numeri del turismo

Il settore del turismo contribuisce al 10% del PIL mondiale ed è l’unica industria non delocalizzabile. A questo bisogna aggiungere la grande trasversalità del turismo ovvero la sua capacità di coinvolgere ed interfacciarsi con tanti ambiti tutti diversi e complementari tra di loro.

Pensiamo al food, all’artigianato, all’ambiente, alla gestione dei rifiuti e alle produzioni locali. Sono tantissimi i settori collegati direttamente ed indirettamente al turismo, pertanto, è facile intuire come qualsiasi impatto positivo o negativo si ripercuota sul comparto.

Attualmente, il 70% del turismo è di massa ovvero viene gestito da grandi tour operator per i quali conta molto di più la quantità che la gestione etica e sostenibile.

Basti pensare a chi, ad esempio, volendo organizzare viaggi in Sud America, Africa o Sud-Est Asiatico si affida a tour operator noti nel settore. Spesso, però, la qualità che viene offerta a noi viaggiatori non è la stessa che le grandi aziende offrono alle popolazioni e ai territori nei quali organizzano un viaggio.

Quel tour operator ha assunto personale locale, lo sta pagando in maniera etica, sta supportando attività meno impattanti sul territorio, si sta occupando di una gestione corretta delle attività con gli animali? Ecco queste sono solo alcune delle domande che ci consentono di capire quanto, oggigiorno, il turismo sia di massa più che etico.

Etico non significa, però, privo di quantità. Significa soltanto rispettoso per tutti e tale da redistribuire il benessere. Negli ultimi decenni sono, però, aumentate  le alternative sostenibili che intendono ribaltare questo paradigma per cui, come spesso dice Teresa, anche nella scelta degli operatori di viaggio possiamo davvero porre in essere delle scelte rivoluzionarie

Turismo inconsapevole

La domanda posta a Teresa con maggiore frequenza è proprio questa: come faccio a sapere se quell’attività o quell’operatore turistico è davvero sostenibile così come dichiara di esserlo?

Ecco, non è mai semplice rispondere a questa domanda per due motivazioni differenti. La prima è legata al cosiddetto greenwashing. Tantissime aziende, consce del fatto che la sostenibilità sia, ormai, un trend in grande crescita utilizzano le scelte green come strategie di marketing e si autodichiarano sostenibili anche se, in realtà, non lo sono davvero.

La sostenibilità è un percorso, una scelta quotidiana che ti porta a rivedere ogni aspetto della tua produzione e non una singola attività allineata a concetti più green e meno impattanti.

Il secondo motivo per cui è complesso capire se chi abbiamo dinanzi è davvero sostenibile risiede da un lato nell’assenza di schemi internazionali di sostenibilità e, dall’altro, nell’impossibilità da parte di tutti gli operatori turistici di accedere alle certificazioni internazionali di sostenibilità turistica.

Tutto ciò, comporta, dunque, che non vi sia uno strumento univoco che consenta ai viaggiatori di scegliere in maniera coscienziosa e sicura.

Ciò che Teresa consiglie sempre è di informarsi attraverso fonti sicure, organismi internazionali ed esperti di sostenibilità.

Ricevo frequentemente messaggi di chi mi chiede una valutazione dell’operatore turistico o della attività svolta in un determinato Paese. Ovviamente, facendo questo mestiere, è abbastanza semplice per me riuscire a discernere chi è davvero sostenibile da chi sta facendo greenwashing.

Per tutti coloro che, invece, non sono pratici del settore Teresa suggerisce sempre di fare tante domande ai tour operator o a chi gestisce attività turistiche. Solo in questo modo riuscirete a capire se i progetti o le scelte sostenibili riportate sui canali web o social sono effettivamente realtà. Ecco, se dovessi dare un consiglio vi direi: siate curiosi e scegliete in maniera ragionata. 

Località sostenibili

“Esiste una località sostenibile?” è una domanda che spesso viene posta a Teresa Agovino. Ci sono molte località che hanno puntato sul turismo sostenibile e su una gestione meno impattante del turismo ma Teresa generalmente evita di suggerirle non tanto perché non lo meritino (alcuni sono dei veri e propri paradisi terrestri) ma perché mi preme tantissimo trasmettere un altro concetto.

A rendere sostenibile un viaggio sono le nostre scelte.

La meta può essere anche sostenibile ma se noi non scegliamo operatori locali, attività etiche nei confronti degli animali e progetti di cooperazione con la comunità locale, non riusciremo mai a viaggiare in maniera sostenibile.

Adottando questo criterio, qualsiasi meta può diventare sostenibile. Ovviamente, ci sono dei luoghi più inclini al turismo sostenibile dove con maggiore facilità è possibile entrare in contatto con realtà etiche e rispettose, però, ciò non significa che solo lì sia possibile organizzare un viaggio rispettoso dell’ambiente e delle comunità locali.

Come diceva Seneca, ovunque andiamo portiamo noi stessi. Ecco, per operare scelte sostenibili in ogni angolo del mondo serve solo armarsi di rispetto e consapevolezza. Tutto il resto verrà da solo. 

Consigli di viaggio

Organizzare una viaggio che sia in tutto e per tutto sostenibile non è semplicissimo ma la cosa più importante da capire è che non è necessario raggiungere la perfezione per viaggiare in modo sostenibile. Anche scegliere una sola attività sostenibile sostituendola ad una poco etica o troppo impattante ci permetterà di intraprendere questo cammino nel migliore dei modi.

Non dobbiamo attendere di trasformare ogni singolo aspetto della nostra vacanza prima di poter viaggiare in modo sostenibile. Basta essere consapevoli dell’impatto che generiamo quando siamo in viaggio e avere il desiderio di ridurlo.

Tutto il resto, dalla scelta dell’alloggio all’attività turistica passando per l’operatore turistico, verrà da solo.

“In che modo posso ridurre l’impatto negativo sul Paese che visiterò?” è la domanda da porsi sempre quando si organizza un viaggio.

Senza dubbio, uno dei primi aspetti sui quali possiamo agire è la produzione di plastica. Tutto quello che portiamo in viaggio e che gettiamo lì andrà ad appesantire i sistemi di smaltimento dei rifiuti non sempre efficientissimi (soprattutto a Sud del Mondo).

Accanto a questo semplice gesto possiamo operare sulla scelta degli operatori turistici. Facciamo in modo di affidarci ad operatori locali sia per l’alloggio che per le attività turistiche prediligendo coloro che impiegano personale locale e che reinvestono in progetti di valorizzazione del territorio.

E, infine, cerchiamo sempre di supportare l’economia locale attraverso l’acquisto di souvenir etnici o la scelta di ristoranti a gestione familiare.

Non sempre è semplice scegliere alternative sostenibili sia per questioni di tempo che di fiducia/sicurezza ma vi assicuro che, informandovi e conversando con le persone giuste, tutto vi sembrerà più semplice.

“In conclusione – dichiara Teresa – il consiglio più utile che mi sento di darvi è questo. Ponetevi continuamente quella domanda iniziale e sono sicura che riuscirete ad organizzare i vostri viaggi in maniera più sostenibile”. 

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