Che l’industria della fast-fashion sia tra le più inquinanti del pianeta, non è certo un segreto. Seppur i costi bassi della loro produzione, rendano allettanti gli acquisti per il consumatori, in questo momento storico più che mai è necessario interrogarsi sull’eticità delle nostre scelte commerciali e sul loro impatto ambientale. Slow fashion e tutte le valide alternative all’industria della moda è ciò di cui si parlerà il prossimo 5 marzo 2020 presso lo storico negozio di Milano, Viganò 1919 in un evento organizzato da TerraLab.

L’impatto ambientale della fast fashion

Basta riflettere un attimo. Prendiamo ad esempio un capo di abbigliamento qualsiasi, come una maglietta venduta a Milano per 4,00 € e un’etichetta “Made in Pakistan”. In quei 4,00 € rientrano i costi di produzione (stabilimento, manodopera, estrazione risorse…), i costi di trasporto, i costi di vendita (negozio, stipendio, etc…). Se 4,00 € coprono tutti questi costi, qualcosa non torna.
Con costi così bassi è probabile che le materie usate non siano estratte nel rispetto dell’ambiente, che i materiali siano scadenti e inquinanti, che le politiche sociali e lavorative non siano rispettose dei diritti della persona.
Quel costo conveniente e allettante dovrebbe farci riflettere: costi economicamente così bassi, celano costi sociali e ambientali troppo alti e non più sostenibili.

La Slow Fashion come valida alternativa

In qualità di consumatori, con ogni nostro acquisto esprimiamo un consenso a tutto ciò che il prodotto che acquistiamo racchiude: politiche sociali, estrazione e lavorazione di materiali, trasporto e distribuzione etc. A volte non ce ne rendiamo conto, ma lamentarci e disapprovare sfruttamento della manodopera del terzo modo e poi vestirci con magliette che provengono proprio da quel mercato è una contraddizione in termini.

Quali sono le alternative alla fast fashion?

Slow fashion è ridurre

Quante volte capita di trovare nei propri armadi di trovare vestiti con ancora l’etichetta appesa, che abbiamo acquistato e mai indossato? Imparare a distinguere i bisogni “reali” da quelli socialmente “indotti” (e illusori) è il primo passo che ci permette di ridurre gli acquisti superflui. Le conseguenze, oltre ad un risparmio economico, sono: avere meno capi e di maggior qualità, dedicare più cura e attenzione ad essi, responsabilizzarci e assumere consapevolezza verso i nostri consumi.

Acquisti vintage & seconda mano

Al posto di alimentare irragionevolmente il mercato della fast-fashion, potremmo avvicinarci a capi di che già esistono in commercio, acquistando i quali non si contribuisce ad una nuova produzione (non sostenibile). Un sito che consiglio a chi desidera avvicinarsi al mondo del vintage e della seconda mano è Maert.ens, il blog di Cecilia Cottafavi, unica ad aver raccolto e recensito moltissimi negozi sul territorio.

Slow fashion è moda etica

Fare scelte sostenibili non significa non comprare più vestiti, ma farlo consapevolmente. Esistono molti brand che indicano la provenienza dei materiali, il luogo e l’impatto della propria produzione in totale trasparenza.

Il mondo delle customizzazioni

Ho scoperto le customizzazioni recentemente grazie ad Arianna Bascialla e mi hanno affascinato molto. Si tratta di un riutilizzo creativo di materiali di scarto per abbellire con originalità capi di abbigliamento, vecchi e obsoleti, di modo da rendere loro nuova vita in maniera frizzante, al posto di trasformarli in rifiuto.

Arianna (su instagram: @labrodabrd), 25 anni, ligure espatriata a Milano è una professionista di customizzazioni.
Nata e cresciuta in un ambiente famigliare stimolante dal punto di vista creativo, è stata sin da piccola una brava disegnatrice. Con l’età adulta ha deciso di dare forma a queste sue abilità, iniziando così il progetto BRD.

Arianna, artista nel DNA, si sbizzarrisce con le tecniche più diverse: dal ricamo alla stampa a mano con materiali di recupero. Sarà proprio lei, il prossimo 5 marzo, presso Viganò 1919, a offrire ai partecipanti strumenti creativi per customizzare i nostri capi.

5 marzo 2020 h 19.30 a Milano: vintage, secondhand e customizzazioni

Il prossimo giovedì 5 marzo 2020 a Milano dalle h 19.30 alle 21.30, ospitati dallo storico negozio meneghino Viganò 1919, TerraLab Onlus ha organizzato un evento dove si parlerà di slow fashion e dell’impatto della fast fashion, di vintage & secondamano e di customizzazioni con anche dimostrazioni pratiche per imparare come riprodurre a casa il recupero creativo di capi.

Per partecipare è sufficiente iscriversi mandando una email a info@terralab.org indicando l’interesse: le presenze saranno accolte fino ad esaurimento posti.

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