Plastica e riciclo sono temi ampiamente affrontati in questo blog. Il problema dell’inquinamento da plastica monouso attanaglia il nostro pianeta e il riciclo non è una risposta adeguata. Fortunatamente sempre più iniziative nascono per sopperire a questo disagio: un esempio è Precious Plastic Lab Pinzolo.

Perché il riciclo della plastica non è una risposta adeguata

Esistono tanti tipi di plastica e non sempre sono riciclabili. Inoltre, la percentuale di quella che viene effettivamente riciclata è minima rispetto a quella prodotta. Il materiale plastico che viene effettivamente riciclato, d’altro canto, all’esito di alcuni ricicli si deteriora diventando così rifiuto indifferenziato, smaltito a mezzo inceneritori (che emettono tonnellate di gas tossici).

La risposta adeguata è eliminare il più possibile l’utilizzo della plastica monouso prediligendo materiali alternativi ed ecosostenibili. Non bisogna demonizzare la plastica: è un materiale che è stato fondamentale per l’uomo e per il progresso scientifico in molti ambiti proprio in virtù della sua resistenza. Come al solito, il problema risiede nell’uso sconsiderato che ne fa l’essere umano soprattutto in ambiti in cui essa non è necessaria e altro non fa che arrecare danno al pianeta.

L’idea di Dave Hakkens

Dave Hakkens è un giovane olandese che nel suo progetto di tesi ha ideato quattro macchinari in grado di riciclare la plastica a livello domestico. Il procedimento consiste nello sgretolamento della plastica in pezzettini che vengono fusi, ricavando una pasta da modellare per creare oggetti funzionali all’uso domestico.

Il valore di questa invenzione, “Precious Plastic”, risiede nella condivisione da parte di Hakkens del progetto in open source, rendendo accessibile a chiunque in maniera gratuitala possibilità di riprodurre ed utilizzare i macchinari. Naturalmente la progettazione dei macchinari andrebbe eseguita da persone con le necessarie competenze tecniche. Tuttavia, il suo utilizzo è accessibile ai “comuni mortali”.

L’intento della condivisione open source è proprio quello di sollevare consapevolezza e divulgare uno strumento che aiuti a sopperire alla dispersione di materiali plastici nell’ecosistema.

La storia di Precious Plastic Lab Pinzolo

Yari è un ragazzo romano che 7 anni fa, all’età di 26 anni, ha deciso di trasferirsi a Pinzolo. La scelta è maturata per via dall’amore per l’ambiente e dall’esigenza di ritrovare un contatto con la natura. Questa passione verso l’ambiente lo ha portato a studiare e approfondire a lungo un modo per apportare un valido contributo alla sua tutela. L’indagine è partita dagli eco-compattatori: grossi macchinari all’interno dei quali, inserendo determinati tipi di plastica, vengono rilasciati buoni da spendere nei negozi convenzionati. Un esempio l’installazione nella metropolitana di Roma per cui, a fronte del conferimento di bottiglie di plastica, viene rilasciato un biglietto dei mezzi.

Nell’ambito di queste ricerche, si è imbattuto nel progetto di Hakkens che è stato fonte di ispirazione. Yari decide dunque di contattare un ragazzo di Padova (che già aveva costruito questi macchinari), e ne commissiona due.

Esistono tanti “Precious Plastic Lab” nel mondo, Yari ha creato “Precious Plastic Lab Pinzolo”.L’invenzione di Hakkens gli ha permesso di creare un business virtuoso che, oltre a trasformare la plastica monouso in oggetti utili e duraturi (e belli), è riuscito a raggiungere il proprio obbiettivo ovvero sensibilizzare al tema della plastica e dei rifiuti.

Quanti tipi di plastica esistono?

La SPI (Society of Plastic Industry) ne codifica 7. Solo le plastiche dall’1 al 6 però sono polimeri riciclabili, non la 7, la quale spesso finisce ugualmente nella differenziata della plastica, creando problemi di smaltimento.

Il polietilene tereftalato o polietilentereftalato (PETE o PET – Cod. 1) è una resina termoplastica della famiglia dei poliesteri. Per le sue caratteristiche di trasparenza, resistenza e barriera ai gas, è particolarmente adatta  alla produzione di bottiglie per bevande gasate e vaschette.

Il polietilene ad alta densità (HDPE – Cod. 2) è il più semplice e comune tra i polimeri sintetici. E’ una resina termoplastica, ottenuta dalla polimerizzazione dell’etilene. Si distingue in polietilene ad alta densità (PE-HD) ed a bassa densità (PE-LD), al quale è stato assegnato il codice riciclo 4.

Il cloruro di polivinile o polivinilcloruro (PVC – Cod. 3) si ottiene dalla polimerizzazione del cloruro di vinile: è una termoplastica. Sono in PVC ad esempio i pavimenti vinilici, i dischi fonografici, i serramenti e tubi per l’edilizia.

Il polietilene a bassa  densità (LDPE – Cod. 4) è anch’esso una termoplastica ricavata dalla polimerizzazione dell’etilene: è un materiale leggero, duttile e flessibile. Si usa per film, pellicole, sacchetti.

Il polipropilene (PP – Cod. 5) è una materia termoplastica usata per oggetti di uso comune: casalinghi, giocattoli, imballaggi sia rigidi che flessibili.

Il polistirene, o polistirolo (PS – Cod. 6) è il polimero termoplastico dello stirene. Il polistirolo espanso (EPS) si ottiene immergendo il granulo di polistirolo in acqua e aggiungendo pentano. SI realizzano così stoviglie monouso o imballaggi.

Altre plastiche, ovvero tutti gli altri polimeri per i quali non è stato previsto un codice specifico, o le loro combinazioni (ad esempio una vaschetta costituita da uno strato esterno di PET ed uno interno di PE-LD).

Cosa può riciclare Precious Plastic Lab?

Yari è in grado di riciclare le plastiche dalla 1 alla 6, ma ha deciso di non riciclare la numero 1 (PET) in quanto durante la lavorazione rilascia fumi tossici hai quali, ragionevolmente, ha deciso di non sottoporsi.
I materiali di cui si avvale li recupera letteralmente ovunque: da scarti di attività commerciali, da amici e conoscenti ed è sorprendente la quantità di materiale che riesca a recuperare per il proprio lavoro. Sono proprio progetti come questo che si rivelano fondamentali per sollevare consapevolezza in capo alle persone, relativamente all’importante tema dei rifiuti.

Precious Plastic Lab nelle Scuole

Yari nelle scuole

Precious Plastic Lab Pinzolo ha avuto modo di partecipare all’ultima edizione di Fa La Cosa Giusta a Trento: in quella sede l’incontro con la cooperativa Artico di Trento la quale, avendo già in atto alcuni progetti con le scuole, ha deciso di coinvolgere Yari per andare a parlare ai ragazzi nelle scuole (dalla terza elementare fino alla terza media) in relazione al problema dell’inquinamento da plastica e del riciclo.

Il fatto che anche le scuole si stiano muovendo per sensibilizzare i propri alunni, denota un risveglio generale nei confronti del tema della tutela dell’ambiente. Il riscontro è positivo i ragazzi sono molto interessati e sicuramente hanno un livello alto di consapevolezza in relazione all’importanza di prendersi cura dell’ambiente in cui viviamo.

Se siete curiosi di approfondire ulteriorimente, potrete trovare tutte le sue creazioni su www.etsy.com/shop/3pLabcreazioni

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