Chi c’è dietro PI0 – Progetto Impatto Zero

Mi chiamo Laura, classe 1985. Ho iniziato il progetto del blog PI0 – Progetto Impatto Zero, per passione. Accanto alla laurea magistrale in giurisprudenza e due master in materie di diritto,  ho sempre nutrito un profondo interesse per l’ambiente e la natura. Questo mi ha portato a costituire, con un gruppo di amiche, TerraLab, un’associazione senza scopo di lucro per la tutela dell’ambiente.
Credo che ogni persona possa fare la differenza: approfondendo temi legati alla sostenibilità, al riuso e ad esempi virtuosi di economia circolare, ho ritenuto che potesse essere utile raggrupparli e divulgarli tra amici e conoscenti tramite lo strumento del blog. Così è nato PI0 – Progetto Impatto Zero.

Le origini di PIØ – Progetto Impatto Zero

All’esito di un lutto famigliare, ho iniziato ad interrogarmi su come fosse possibile che anche chi conduce uno stile di vita all’insegna della salute, e che non presentasse genetismi patologici, si ammalasse improvvisamente e morisse. Evidentemente il contesto ambientale in cui viviamo è particolarmente malsano e tossico.  In un momento per me di grandi riflessioni, ha avuto luogo un episodio particolarmente significativo: il casuale ascolto di una TED Talk di Lauren Singer, che ho scoperto nel 2016: “Why I live a zero waste life” [qui il link]

Dove vanno i nostri rifiuti?

Ho realizzato che ovunque, a casa, a lavoro, in qualsiasi posto siamo circondati da oggetti che quando non serviranno più, verranno buttati “via“.

Esattamente, dove è questo “via”?
Cosa succede ad un oggetto quando diventa rifiuto?

Seppur scompare dalla nostra vista, non smette di esistere.
Con un po’ di fortuna verrà riciclato. La maggior parte dei rifiuti, invece, finisce nella pattumiera indifferenziata, smaltita a mezzo inceneritori. Questi, bruciando i rifiuti, producono tonnellate di gas nocivi, tossine e CO2 (anidride carbonica, uno dei gas maggiormente responsabili del riscaldamento globale e dei conseguenti cambiamenti climatici) che impattano fortemente l’ambiente inquinando l’aria che respiriamo.

…in sostanza, respiriamo i nostri rifiuti.

Ma non solo li respiriamo. Li mangiamo e li beviamo. Gli scarti dispersi al suolo e nei mari inquinando i terreni su cui crescono la frutta e la verdura di cui ci nutriamo e le nostre acque.

La plastica, ad esempio, non si BIOdegrada mai. Affinché un materiale possa biodegradarsi è necessario che esista un batterio in grado di trasformalo. La plastica si limita a degradarsi, ovvero frantumarsi in minuscoli pezzettini (microplastiche o nanoplastiche) la cui superficie è particolarmente adatta ad intrappolare tossine. In questo modo le tossine vengono rilasciate all’interno degli organismi dei pesci di cui l’uomo si nutre, inoltre entrano in circolo nelle acque con cui irrighiamo le coltivazioni o beviamo. Questi argomenti saranno oggetto di approfondimento.

I primi passi verso uno stile di vita più sostenibile

Forte della convinzione che ognuno possa fare la differenza e che cambiamenti importanti spesso siano partiti “dal basso”, ho deciso di iniziare attenendomi ad alcune semplici regole.

Numero uno: informarmi e approfonditamente da fonti attendibili, incrociandole tra loro.

In secondo luogo: cambiare le mie abitudini.

Cosa c’è nella mia spazzatura? Le grandi categorie sono carta, vetro, plastica (tantissima plastica), rifiuti organici. E poi la terribile indifferenziata. Mi sono domandata se fosse possibile ridurre al minimo questo tipo di rifiuti ed eventualmente: come?

La prima regola è stata dunque RIDURRE. Evitare, compatibilmente con le mie possibilità, di acquistare tutto ciò che sarebbe diventato un rifiuto non riciclabile (soprattutto plastica monouso: quella riciclabile è una parte MINIMA).

Come potrei mai fare?

Andando per gradi. Ho deciso che ogni volta che terminavo uno specifico prodotto, avrei  studiato la soluzione più sostenibile per sostituirlo. Questo valeva per il cibo, per i prodotti dell’igiene della casa e della persona, per i vestiti, per i libri… per tutto.

In secondo luogo: RICICLARE, facendo attenzione a differenziare i rifiuti. Seppur il riciclo non è una risposta adeguata (poiché molti materiali all’esito di alcuni ricicli non sono più riciclabili e diventano rifiuto) è sempre preferibile all’indifferenziata.

Infine RIUSARE tutto ciò che possiedo, evitando di acquistare compulsivamente nuovi beni (bisogni illusori indotti dall’industria per proprio profitto). Utilizzare quanto già possiedo finché non sarà più funzionale.

Un passo alla volta, è così che si percorrono i chilometri.

Cosa ho guadagnato cambiando stile di vita?

I benefici di questo nuovo approccio alla quotidianità sono tanti, sia in termini di salute che in termini economici.Oltre al valore incommensurabile di vivere in linea con i principi in cui si crede.

L’ambiente in cui viviamo ci influenza fortemente e lo stesso avviene viceversa. Vivere in un luogo sano apporta benefici alla nostra salute. Un ambiente malsano è fonte di malattie. Dalle tossine che immettiamo nel nostro corpo tramite aria inquinata, tramite l’acqua piena di sostanze nocive e tramite gli alimenti ricchi di agenti chimici che introduciamo nel nostro organismo.

Tutto ciò deriva esclusivamente dal nostro comportamento. Siamo noi stessi la prima fonte di danni all’ambiente in cui viviamo, tramite i rifiuti che produciamo. La tutela dell’ambiente ci riguarda in maniera diretta: tutelando l’ambiente che tuteliamo noi stessi.

Ulteriori benefici

Esistono inoltre una serie di benefici immediatamente percepibili legati ad uno stile di vita in linea con la tutela dell’ambiente.

Il Lato Economico. Allontanandosi da una concezione consumistica della vita, per cui i guadagni vengono spesi per cose veramente utili, il risparmio è verificabile da subito. Fare la spesa al mercato al posto che nei centri di grande distribuzione ci permette di risparmiare e di poter impiegare i risparmi in attività più gradite. Lo stesso vale per l’acquisto di vestiario di seconda mano ed altre spese.

La Salute. Evitando le produzioni della grande distribuzione, piene di agenti chimici, additivi e conservanti, la nostra salute sarà la prima giovarne. Anche scegliere mezzi di trasporto come la bicicletta al posto dell’automobile ci consente di svolgere una costante attività fisica nel rispetto dell’ambiente.

Insomma: cambiando stile di vita, c’è solo da guadagnare.

Può spaventare l’idea di mettersi in gioco fino a questo punto ed è impensabile farlo da un giorno all’altro. Si tratta di piccoli passi da compiere un giorno alla volta, nella consapevolezza che ognuno fa la differenza.