Quanti sanno che la nostra esistenza dipende dal mare? Salvaguardalo significa proteggere la vita stessa sul pianeta e il nostro futuro. Di seguito scopriamo come contribuire alla sua tutela grazie alla Campagna 30×30 Italia lanciata da Worldrise Onlus.

L’oceano è la linfa vitale del Pianeta: il mare genera il 50% dell’ossigeno che respiriamo, regola il clima, e assorbe circa un terzo dell’anidride carbonica in eccesso presente in atmosfera (la CO2 è uno dei principali gas serra responsabili dell’innalzamento della temperatura terrestre). Esso inoltre rappresenta, per metà della popolazione mondiale, una vitale fonte di sostentamento. 

La nostra esistenza dipende dal mare, ovunque noi siamo. E ovunque noi siamo abbiamo lo specifico dovere, oltre che interesse, di proteggerlo. Lo abbiamo sempre considerato tanto vasto da renderlo infinito nella sua capacità di soddisfare i nostri bisogni ed immune all’azione umana: ora è in pericolo e dobbiamo agire subito per salvarlo. Le minacce affrontate dal nostro Pianeta Blu possono apparire schiaccianti e farci sentire impotenti: di fronte a inquinamento, crisi climatica, pesca eccessiva, perdita di biodiversità e altri problemi scoraggianti, l’iniziativa singola può sembrare una goccia nell’oceano.  Eppure ogni goccia conta e la buona notizia è che siamo ancora in tempo per invertire la rotta. 

30×30 Italia è la Campagna lanciata da Worldrise Onlus nel novembre 2020, con l’intento di proteggere il 30% dei mari entro il 2030. Nell’ambito di questa campagna, che è possibile approfondire sul sito www.30×30.it, è stata lanciata lo scorso 25 marzo la petizione “Insieme per salvare i nostri mari e il nostro futuro“.

Aree Marine Protette: cosa sono

L’intento della petizione è chiedere che l’Italia assuma l’impegno, in termini concreti, di proteggere il 30% dei nostri mari entro il 2030, tramite l’istituzione di Aree Marine Protette (AMP), il miglior strumento a nostra disposizione: aree di mare giuridicamente sottoposte ad un regime di protezione che ne limita lo sfruttamento. Se correttamente gestite, le AMP sono in grado non solo di produrre benefici ecologici che si estendono anche alle zone limitrofe alla AMP ma anche di diventare un importante volano di sviluppo economico e sociale per il nostro paese: nelle AMP la biodiversità viene tutelata in un’ottica di sviluppo sostenibile in modo che le risorse del mare siano fruibili anche per le generazioni future. A questo link è possibile approfondire tutti i benefici derivanti dall’istituzione di AMP a questo link (clicca qui).

Inoltre con la petizione si chiede anche che l’Italia si unisca alla coalizione internazionale dei Blue Leaders, un gruppo di paesi impegnato a proteggere almeno il 30% dell’oceano attraverso una rete globale di aree marine altamente e completamente protette entro il 2030 e a negoziare un nuovo trattato delle Nazioni Unite sull’alto mare.

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La comunità scientifica internazionale ha parlato chiaro: se vogliamo salvaguardare la produttività e la funzionalità del mare con tutti i servizi che è in grado di offrire, compreso l’ossigeno che respiriamo, dobbiamo proteggerne almeno il 30% entro il 2030.

Le decisioni che prenderemo nel prossimo decennio incideranno sul futuro del nostro pianeta per i secoli a venire: abbiamo una enorme responsabilità verso il pianeta, verso noi stessi e le generazioni future. 

L’Italia quest’anno può farsi portavoce di un messaggio importante per la salvaguardia del mare attraverso gli impegni internazionali che ospiterà, dal G20 alla Pre CoP, e agendo direttamente per raggiungere obiettivi di sviluppo sostenibile previsti dalle Nazioni Unite e contribuendo in maniera attiva allo sforzo richiesto dal decennio dell’ONU dedicato al ripristino degli ecosistemi e alle scienze marine per lo sviluppo sostenibile.

È tempo di agire: con le nostre firme possiamo sollecitare l’urgenza di un’azione concreta prima che sia troppo tardi.

Il nostro futuro dipende dal mare, il futuro del mare dipende da noi.

E’ possibile sottoscrivere la petizione a questo link e condividerla con amici e conoscenti.

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