Tra cambiamenti climatici e oceano esiste un profondo legame: l’oceano è il nostro più grande alleato nella loro mitigazione e proteggerlo è fondamentale per salvaguardare la vita stessa sul pianeta.

Un respiro su due che facciamo, lo dobbiamo al mare: esso produce il 50% dell’ossigeno che respiriamo, oltre ad assorbire circa il 25% della CO2 in eccesso ed essere il nostro più grande alleato nella lotta ai cambiamenti climatici.

Dalla rivoluzione industriale ad oggi l’oceano ha assorbito il 93% del calore in eccesso trattenuto in atmosfera dai gas serra e sequestrato circa 525 miliardi di tonnellate di CO2 dall’atmosfera.  Il “Blue Carbon” (carbonio blu) è il carbonio sequestrato e conservato negli ecosistemi marini e costieri con una capacità di immagazzinare 50 volte superiore a quella delle foreste tropicali. La tutela e la conservazione di questi e altri habitat marini e costieri rappresenta una valida strategia per mitigare i cambiamenti climatici, raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi e per fermare la perdita di biodiversità.

Worldrise Onlus ha recentemente lanciato la Campagna 30×30 Italia che intende proteggere il 30% dei nostri mari entro il 2030, tramite l’istituzione delle aree marine protette: questa la quantità minima da proteggere, secondo la comunità scientifica, per garantirne funzionalità e produttività. Nell’ambito della Campagna 30×30 Italia, è nato il progetto “Oceano e Clima”, con il fine di sensibilizzare sul profondo legame che esiste tra salvaguardia dell’oceano e lotta ai cambiamenti climatici. 

Come ricorda Mariasole Bianco, Presidente di Worldrise Onlus “La soluzione parte dalla conoscenza, passa per la consapevolezza e si manifesta attraverso l’azione”.  

Questo progetto ha portato il mare in città, tramite la realizzazione di 10 murales a tema marino con vernici ecologiche, accanto ai quali è presente il link www.30×30.it/oceanoeclima dove sono disponibili 10 video divulgativi di approfondimento e ispirazione sul tema oceano e clima. Poiché l’unione fa la forza, a sostegno del progetto è intervenuta zeroco2 che pianterà 50 alberi per  ogni murale realizzato, nell’ambito di un grosso progetto di riforestazione, per un totale complessivo di 500 nuovi alberi !

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Blue Carbon: gli organismi marini e il sequestro di CO2

Blue Carbon è il carbonio sequestrato dall’atmosfera sotto forma di CO2 ad opera degli ecosistemi marini e costieri, riducendo la quantità di anidride carbonica in eccesso presente nell’atmosfera. Alcune specie di alghe e piante acquatiche sono 6 volte più efficienti delle foreste terrestri nell’assorbire la CO2 in eccesso: eppure stiamo perdendo questi ecosistemi costieri ad un ritmo doppio rispetto agli equivalenti terrestri. 

Senza oceano, dalla Rivoluzione Industriale ad oggi, la temperatura della Terra sarebbe aumentata di circa 36 gradi,  ma deforestazione, inquinamento e la conseguente perdita di biodiversità nei mari riducono significativamente  la capacità del sistema terra di assorbire CO2 e mitigare gli effetti negativi delle attività antropiche.

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In natura il mantenimento dei livelli di CO2 è regolato dagli organismi vegetali e dagli oceani i quali, tuttavia, faticano sempre di più a smaltire le eccessive quantità di questo gas prodotte dall’uomo: oggi il Pianeta riesce ad assorbirne solo il 67%. Vediamo quali sono alcuni di questi organismi

  • LE MANGROVIE: piante tropicali adattate alla vita in acqua salata/salmastra, formano foreste che assorbono enormi quantitativi di CO2, circa 4 volte di più rispetto a qualsiasi altra pianta. 
  • Le praterie di POSIDONIA OCEANICA compiendo la fotosintesi sono in grado di sottrarre dall’atmosfera fino a 83.000 tonnellate di carbonio per km2.
  • LE ZONE UMIDE rappresentano i pozzi di assorbimento del carbonio più efficaci sulla Terra: coprono solo il 3% della superficie terrestre eppure assorbono fino al 30% del carbonio. Se prosciugate o bruciate per far spazio all’agricoltura intensiva, queste zone rilasciano in atmosfera tutta la CO2 immagazzinata nei secoli.
  • IL FITOPLANCTON, microscopici organismi vegetali presenti nelle acque che catturano ogni anno circa 37 miliardi di tonnellate di CO2, circa il 40% del totale prodotto a livello globale.
  • Le BALENE che nell’arco della vita, in media, assorbono ciascuna 33 tonnellate di CO2. Quando il cetaceo muore e si inabissa, trascina con sé la CO2 assorbita fino in fondo all’oceano, dove rimarrà per secoli. L’importanza delle balene nella regolazione del clima, inoltre, risiede nelle loro feci, ricche di ferro e azoto, utili a fertilizzare il fitoplancton, favorendone la crescita. 

    Il volume del fitoplancton nel corso del XX secolo ha subito un drastico declino a causa dell’aumento delle temperature, ancora più accentuato laddove le balene sono state maggiormente cacciate. La stupefacente quantità di CO2 sequestrata dal plancton è paragonabile, secondo alcune ricerche, a quella di 4 foreste amazzoniche.

Se desiderate approfondire il legame che esiste tra salvaguardia dell’oceano e cambiamenti climatici, vi invito a leggere il documento elaborato da 30×30 Italia, scaricabile gratuitamente a questo link.

Infine, per sostenere 30×30 Italia e chiedere anche al Governo italiano un impegno concreto nel perseguimento di questo obiettivo, è possibile sottoscrivere la petizione di 30×30 Italia “Insieme per salvare i nostri mari e il nostro futuro”

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