5 febbraio, giornata dedicata alla lotta allo spreco alimentare. E’ una di quelle battaglie che dovrebbero essere portate avanti tutto l’anno, per questo è importante dedicare un giorno alla sensibilizzazione. Le modalità con cui produciamo, consumiamo e sprechiamo cibo non sono sostenibili. E’ fondamentale un cambiamento delle abitudini di ognuno di noi. Per questo, il primo passo necessario, è quello di assumerne reale consapevolezza.

Lo spreco alimentare in numeri

In Italia lo spreco alimentare annuo raggiunge, in cifre, i 15 miliardi di Euro: di questi 13 miliardi sono legati allo spreco domestico (fonte: Progetto ‘Reduce’ – Ministero dell’Ambiente/Università di Bologna Distal, 2019).

Circa il 40% del cibo acquistato dai consumatori viene sprecato tra avanzi irresponsabilmente gettati, cibo conservato male che si deteriora, e acquisti troppo ingenti che non offrono la possibilità di consumare gli alimenti entro la data effettiva di scadenza.

Il Waste and Resources Action Programme (WRAP) segnala che lo spreco alimentare è salito del 4,4 % tra il 2012 e il 2015, (ovvero 7,3 milioni di tonnellate di alimenti).

La necessità di cambiare rotta

Da dove partire affinché il futuro, da un punto di vista alimentare, possa essere sostenibile?

Sicuramente dalle nostre abitudini quotidiane. Troppo spesso in maniera inconsapevole finiamo per sprecare una quantità di cibo enorme con un danno sia ambientale – legato allo spreco in sé da un lato e ai costi di produzione per alimenti non consumati dall’altro – sia economico, per il nostro portafogli in primis. I soldi spesi per il cibo buttato, sono soldi buttati. Ne vale davvero la pena?

Buone pratiche di sostenibilità

Molte volte basta poco per ridurre il nostro impatto. Di seguito alcune piccole abitudini che possono aiutarci a diminuire gli sprechi: non pensate mai che una piccola azione non faccia la differenza, provate sempre a immaginarla su larga scala. E soprattutto, ricordiamoci sempre il valore enorme del buon esempio.

Ridurre la spesa

Una prima buona abitudine è quella di ridurre la quantità di cibo che acquistiamo: acquistandone poco per volta è più facile consumarlo entro la data di scadenza ed evitare di doverlo buttare. Spesso, travolti dalle centinaia di prodotti sugli scaffali di un supermercato, finiamo per acquistare molti beni che neanche desideriamo.

Se imparassimo ad acquistare solo quello che ci serve, già potremmo abbattere gran parte dello spreco. La soluzione che per me ha funzionato, per esempio, è quella di evitare più possibile supermercati e grande distribuzione, preferendo mercati agricoli e negozi che vendono la merce desiderata: il guadagno è sia in qualità del prodotto che economico.

Conservare gli avanzi

Spesso capita durante un pasto di avanzare parte del cibo: imparare a conservarli in maniera adeguata è la risposta migliore allo spreco. Inoltre, dare sfogo alla creatività nel riutilizzo di avanzi è una delle cose più divertenti che si possano fare in cucina! Provare per credere. Anche qui, un pasto recuperato dagli avanzi è un pranzo guadagnato: si abbattono i costi e si aiuta l’ambiente.

Una buona abitudine che ho preso è quella di portarmi dietro una “schiscetta” (meglio nota in italiano come tapperware) per portare via gli avanzi quando mi capita di mangiare fuori. La famosa “doggy bag” pero’ riutilizzabili, così non devo farmi dare contenitori usa e getta dai ristoranti.

Too good to go

Too good to go è una meravigliosa applicazione antispreco che ho scoperto l’anno scorso: ci si iscrive e geolocalizzandosi è possibile prenotare a cifre davvero irrisori gli avanzi di locali e ristoranti che altrimenti scadrebbero e verrebbero buttati. I costi sono minimi e tutte le parti in gioco vincono: il consumatore, il negoziante che al posto di buttare via alimenti riesce comunque a venderli seppur a basso prezzo (sempre meglio di zero!) e l’ambiente naturalmente.

Un meraviglioso progetto nelle scuole di Too Good To Go sono i laboratori #IlCiboNonSiButta: “declinati a seconda dei vari contesti di intervento e in grado di spiegare in parole semplici e chiare perché lo spreco impatta e influisce sulla vita di tutti, il team di Too Good To Go girerà tutta Italia. Tra i primi appuntamenti, quello presso l’Istituto professionale servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera Carlo Porta di Milano” (fonte: sito Too Good To Go).

Iniziative nel mondo

Nel Regno Unito è attivo il progetto LoveFoodHateWaste , e negli USA Natural Resource Defence Council (NRDC) con delle valide raccomandazioni. 

Ricordiamoci sempre che anche quelli che sembrano piccoli ed insignificanti gesti, fanno un’enorme differenza!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.