Ogni piccolo gesto ha un impatto seppur spesso tendiamo a scordarcene. Anche l’abitudine di bere una tazza di té contribuisce all’inquinamento, se avviene in maniera non responsabile nella scelta del prodotto. Di seguito alcune valide alternative alle bustine del té.

Cosa c’è di “male” nelle bustine del tè

C’è chi lo fa tutti i giorni e chi lo fa una volta ogni tanto, eppure a tutti è capitato di bere del té o delle tisane che generalmente sono venduti in bustine.

Queste bustine sono composti da materiali termoplastici non biodegradabili. Questi materiali, oltre a non essere ottimali per la salute per via dei residui rilasciati, non sono smaltibili nell’organico, contrariamente a quanto taluni erroneamente ritengano. E non sono neanche riciclabili, andrebbero smaltite dunque nel secco.

Alcune marche, inoltre, vendono il té in eleganti bustine di nylon che sono ancora più dannose per l’ambiente.

E’ un gesto piccolo eppure, se provate a fare il conto di tutte le bustine di té che avete bevuto nella vostra vita e moltiplicarlo per tutte le persone che fanno altrettanto, ci rendiamo subito conto di quanto sia grande questo numero.

La buona notizia è che modificare questa piccola abitudine, in maniera sostenibile, è davvero molto semplice: una piccola azione che, su larga scala, anch’essa può aiutarci significativamente a ridurre l’impatto ambientale.

Le alternative alle bustine del té

L’alternativa più semplice è quella di acquistarlo sfuso e utilizzare i filtri in metallo acquistabili pressocché ovunque. Dalle erboristerie ai supermercati: è semplicissimo trovare té e tisane per ogni gusto ed esigenza, con una vastissima scala di scelte per qualsiasi tipo di richiesta. Spesso costano anche meno e sono generalmente migliori per la salute in quanto è facile trovarne di biologiche e non industriali.

Per i più pigri che desiderino continuare ad utilizzare bustine del té, è sufficiente leggere le etichette dei prodotti. In questo modo è possibile assicurarsi che la bustina in questione sia “100% biodegradabile”.

Per i più audaci e per chi ne avesse la possibilità, è possibile imparare tramite corsi a riconoscere, raccogliere ed essiccare le erbe spontanee per autoprodurre le proprie infusioni.

Insomma: è un’abitudine davvero semplice da modificare per ridurre, ogni giorno un po’ di più, il proprio impatto.

Perché non fare un tentativo?

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