L’autoproduzione domestica di prodotti per l’igiene personale e della casa non solo è possibile, ma è anche molto più semplice di quello che potrebbe apparire. Sono innumerevoli i vantaggi, di seguito elencati. A fronte della richiesta di amici e lettori da questo venerdì sul blog la rubrica “DIYFRIDAY, il venerdì del “fai da te”. Consigli utili su autoprozuzione domestica, in maniera rispettosa dell’ambiente ed economica allo stesso tempo.

Autoproduzione domestica: anticalcare e multiuso

Partiamo dalle cose semplici. Ci pensate mai a quanti prodotti utilizziamo per la pulizia della casa? Anticalcare, sgrassatore, multiuso, vetril, prodotti per il bagno. Ognuno di questi prodotti è venduto in un flacone di plastica monouso che poi viene gettato e diventa rifiuto. Il fatto che il riciclo non sia una risposta adeguata all’inquinamento ambientale non è un segreto. Dopo pochi ricicli i materiali si deteriorano diventando così rifiuti indifferenziati – smaltiti a mezzo inceneritori che emettono grandi quantità di gas inquinanti e nocivi per l’uomo e per l’ambiente.

Da quando anni fa mi sono avvicinata ad uno stile di vita finalizzato a ridurre il mio impatto ambientale, ho fatto molte ricerche e soprattutto esperimenti, e ho scoperto l’autoproduzione domestica di prodotti per pulire la casa.

Soluzioni

Per quanto riguarda la pulizia, ho trovato quella che per me si è rivelata la soluzione ottimale:

  • i costi sono bassissimi
  • il mio impatto ambientale domestico si è ridotto ai minimi storici
  • ho eliminato del tutto agenti chimici dai prodotti di casa, con un guadagno certo da un punto di vista di salute

Il guru, in questo caso, come in molti altri, è stata la miglior docente di sostenibilità che conosco in una delle sue masterclass: mia nonna.

Ho conservato un vaporizzatore di un vecchio “vetril” che riempio, di volta in volta con

  • 1/3 di aceto di mele (che acquisto in vetro per una cifra che si aggira attorno ai 2 euro)
  • 2/3 di acqua distillata, ovvero quella del mio rubinetto al quale ho applicato un filtro per il calcare
  • qualche scorza di limone

ACETO: noto per le sue proprietà, è in grado di sciogliere istantaneamente il calcare che si forma sulle superfici di rubinetti, sui fornelli ma non solo. Per via del suo potere disinfettante è ottimo per pulire anche i sanitari e le superfici di tavoli e mobili. Ho eliminato una grandissima quantità di prodotti venduti in flaconi di plastica monouso e i prodotti che mi servono per autoprodurre sono aceto (venduto in vetro) e acqua del rubinetto filtrata. La frutta e la verdura le acquisto sfuse, quindi anche i miei limoni sono completamente plastic-free. Inoltre una bottiglia di aceto di mele mi dura per ben 4 refill del vaporizzatore, questo significa che con circa 50 centesimi ottengo ogni volta un prodotto del tutto ecosostenibile: minimo sforzo, massima resa (e massimo risparmio).

Per tutti quelli che hanno polemizzato sull’odore dell’aceto: SI, l’aceto puzza. Ma l’odore dell’aceto dura pochi minuti e poi svanisce, provare per credere.

Un piccolo gesto?

Questo, che sembra solo un piccolo gesto, ha avuto un enorme impatto sulla mia produzione di rifiuti domestica: l’esercizio che propongo sempre è quello di provare a riflettere sui numeri. In casa utilizzavo anticalcare, vetril, sgrassatore, multiuso e gel per i sanitari per un totale di 5 flaconi di plastica. Calcolando che ognuno durava circa un paio di mesi, sono una trentina di flaconi circa all’anno che immetto nell’ambiente come rifiuto: in questo modo immetto ZERO FLACONI DI PLASTICA nell’ambiente, ma solamente una bottiglia “e mezza” di vetro all’anno.

Che differenza potrò mai fare da sol*?

Sicuramente quella di essere da esempio per qualche amico o conoscente. E pensate se anche solo 100 persone facessero come faccio io sarebbero circa 3000 flaconi di plastica risparmiati. E così via.

Ragionare ipoteticamente per grandi numeri ci offre la possibilità di comprendere quanto grande possa essere un piccolo gesto e quanto ognuno di noi, nel suo piccolo, sia davvero in grado di fare la differenza.

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